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Da Pizzo a Catanzaro con Autoappassionati.it

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Autoappassionati.it
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08/11/2018

La nostra proposta di itinerario parte da Pizzo, piccolo borgo di poco meno di 10 mila abitanti, situato su un promontorio che sovrasta la costa del Golfo di Sant’Eufemia. Il piccolo e incantevole paese che affaccia sul mare si trova in provincia di Vibo Valentia ed è velocemente raggiungibile dall’autostrada e dal vicino aeroporto di Lamezia Terme.

Nota, come tutta la parte della Calabria che visiteremo, per le sue origini greche, U Pizzo (come viene chiamata in calabrese) vanta molte chiese, come quella di San Giorgio, dove si trova la tomba di Gioacchino Murat, e il famoso omonimo castello che fu eretto nel 1492 da Ferdinando I di Aragona. Non solo cultura storica e architettonica, ma anche culinaria, poiché il grazioso comune calabrese è detta anche la “Città del gelato”, grazie alla nascita del tartufo di Pizzo. Nato negli anni ’50, si tratta di un gelato alla nocciola che viene modellato a semisfera nel palmo della mano, con un cuore di cioccolato fondente fuso e ricoperto da una spolverata di cacao amaro in polvere, misto a zucchero. È stato il primo gelato a ottenere il marchio IGP in Europa.

Lasciata questa piccola località ricca di storia e gastronomia, imbocchiamo la famosa Strada Statale 522 di Tropea, che ci porterà dritti a quella che si può definire una delle perle della Calabria. Sulla strada che percorre il lungo mare, passando per Vibo Marina, vi consigliamo una sosta in uno degli ottimi ristoranti che la Calabria offre: Lapprodo.

Arrivati a Tropea vi consigliamo di godervi appieno la zona pedonale del paese. Il centro storico, infatti, è pieno di piccole vie ed è sempre animato da negozi e locali tipici calabresi. Lo spettacolo, però, arriva quando si giunge all’Affaccio, un lungo balcone che offre una bellissima vista sulla piccola penisola che si trova davanti al paese, impreziosita dal Santuario di Santa Maria dell'Isola, e sull’azzurrissimo mare che Tropea offre. La spiaggia della cittadina calabrese è, infatti, apparsa diverse volte nelle classifiche delle migliori spiagge d’Europa.

Circa 10 chilometri più a sud di Tropea si trova un’altra tappa imprescindibile per chi ama la vita da spiaggia: Capo Vaticano. Si tratta di una località balneare molto nota a livello turistico, all’interno del comune di Ricadi (VV), lungo la "Costa degli Dei". Qui le spiagge sono altrettanto belle e ugualmente affollate durante tutto il periodo estivo, grazie alle tantissime strutture ricettive raggruppate in questa zona. Tra queste spicca il Resort Thalasso e SPA, segnalato anche in guida Michelin tra gli hotel consigliati.

Dopo sarebbero diverse le tappe consigliate, come il paese di Nicotera che vanta una magnifica vista sull’intera Costa Viola o ancora Bagnara Calabra, dove si trovano la Taverna Kerkira (Bib Gourmand) e il Grand Hotel Victoria, entrambi presenti nella guida rossa Michelin.

Un’altra tappa obbligatoria è Scilla, meno nota di Tropea, ma quasi altrettanto frequentata, grazie alla sua morfologia e al suo posizionamento su un magnifico promontorio a picco sul mare, che segna l’inizio dello Stretto di Messina. Con un piccolo comune di meno di 5.000 abitanti, Scilla porta con sé un nome derivato dall’antica Grecia, in un mix tra storia e leggenda e mitologia.

Da Catona, fino a Bocale, si estende il territorio comunale di Reggio Calabria, nuova tappa del nostro itinerario. Reggio Calabria è il primo comune della regione per popolazione, con circa 180.000 abitanti ed è la prima città della regione per antichità. A dimostrazione di questo c’è il Museo Nazionale, uno dei più importanti d’Italia e secondo solo a Berlino per quantità di reperti risalenti alla Magna Grecia. Qui sono custoditi i Bronzi di Riace, rinvenuti il 16 agosto del 1972 nei pressi di Riace Marina, esposti nel museo dal 2013 e divenuti uno dei simboli della città. A causa di un tremendo terremoto risalente al 1908, Reggio Calabria oggi vanta perlopiù un’architettura risalente ai primi del Novecento e all’epoca del fascismo. Tra questi troviamo il Teatro Comunale Francesco Cilea, il Palazzo del Governo e Palazzo Mazzitelli, ma anche monumenti di rilievo storico come il Castello Aragonese e il Duomo.

Da non perdere le due “camminate” più belle di Reggio, da corso Garibaldi, via di shopping e di cultura, al lungomare di viale Italo Falcomatà, definito da molti il chilometro più bello d’Italia, che passa anche dall’Arena dello Stretto, luogo di concerti e di altri eventi locali. Non mancano scelte quantomeno “pittoresche” come il tapis roulant di via Giudecca, che agevola il movimento dei pedoni nel saliscendi cittadino.

Lasciato uno dei comuni più importanti della regione Calabria, ci dirigiamo verso la costa ionica. La nostra meta successiva è Pentedattilo, frazione di Melito Porto Salvo, dove si trova un antico borgo arroccato sul Monte Calvario, quasi totalmente abbandonato. Pentedattilo è un luogo molto affascinante la cui nascita risale al 640 avanti Cristo, ricco di storia e abbandonato definitivamente a metà del secolo scorso, salvo poi essere riscoperto e valorizzato da associazioni e artigiani dagli anni 80 in poi.

Raggiunta Marina di Gioiosa Ionica, altra meta molto apprezzata per il suo limpido mare e per le sue spiagge sabbiose, optiamo per una sosta di piacere nel noto ristorante Gambero Rosso, una stella Michelin, sotto la gestione dei due fratelli Sculli, Riccardo e Francesco. Il Gambero Rosso si guadagna uno dei più alti riconoscimenti a livello gastronomico nel 2013 e, da allora, è una continua escalation di successi, verso un miglioramento costante e una cura maniacale, soprattutto nella scelta del pesce. La posizione strategica del ristorante dei fratelli Sculli permette di attingere dai due mari, Tirreno e Ionio, entrambi vicini, il che permette loro di avere sempre il miglior pesce fresco di giornata.

Sarebbero tanti ancora i luoghi da visitare su questa magnifica costa, ma per il nostro itinerario abbiamo scelto di fare tappa a Serra San Bruno, nel pieno dell’entroterra calabrese. Arrivati a Serra San Bruno è ora di visitare l’omonima Certosa, ebbe le sue origini nel 1091 attraverso la fondazione di Bruno di Colonia. Formata da capanne di legno e fango attorno alla chiesa monastica, la Certosa di Serra San Bruno venne ristrutturata completamente alla fine del 1800, con il nuovo complesso inaugurato nella festa di Pasqua del 1899. Si tratta di una delle più importanti certose a livello italiano.

L’ultima tappa è Catanzaro, destinazione finale del nostro itinerario. Consigliato dalla Guida Rossa Michelin, il pasto al Sunrise Beach, ristorante dell’omonimo stabilimento balneare, e il pernottamento pochi chilometri più avanti, nell’Agriturismo Contrada Guido, a Sellia Marina.

Dopo il riposo è il momento di visitare il capoluogo della Regione Calabria, Catanzaro. Secondo comune per popolazione, dopo Reggio Calabria, con i suoi 89.000 abitanti propone un centro storico degno di nota, che vanta molte costruzioni religiose, tra le quali spicca il bellissimo Duomo. Con una grande cinta muraria e sei porte di accesso al vecchio borgo, Catanzaro ha una storia di città costruita con precisi scopi difensivi, capace di resistere a lunghi assedi. Da non perdere anche la fontana monumentale del Cavatore, incastonata nel muro dell'antico castello normanno, diventata simbolo della città.

Per chiudere il giro del capoluogo calabrese, una tappa culinaria è praticamente obbligatoria e, per questo la Guida Michelin consiglia di fare una sosta al Ristorante Abbruzzino, che si è guadagnato la stella.

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