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Intervista allo chef Maurilio GAROLA – ristorante “La Ciau del Tornavento”, Treiso

Scritto da
La Redazione
, Il
20/05/2019
Tag 
la guida michelin; maurilio garola; antonio dal lago; antonino cannavacciuolo; heinrich schneider

In un elegante edificio degli anni '30, la sala si apre come un palcoscenico su un panorama collinare mozzafiato, mentre lo chef-patron ci racconta qualcosa di sé…

La sua regione, il Piemonte, esprime una delle cucine regionali più interessanti d’Italia; ci sono tre prodotti a cui non potrebbe mai rinunciare?

Patate, formaggi, olio extra vergine d’oliva.

Qual è il momento più difficile del lavoro in cucina?

Il momento più difficile del lavoro in cucina è sicuramente il servizio.

C’è un piatto per cui vorrebbe essere ricordato?

Vorrei essere ricordato per il coniglio: lo cucino ancora con la ricetta della mia cara nonna!!!

In cosa crede di dover ancora migliorare?

Nella pasticceria.

Si ricorda il complimento di un cliente che l’ha particolarmente emozionata?

Un ragazzino di circa 6 anni, dopo aver pranzato con i genitori, mi ha abbracciato forte forte dicendomi che non aveva mai mangiato così bene prima…

(Aveva semplicemente mangiato milanese e patatine!!), mi sono commosso.

Ha mai fatto scelte etiche nel decidere quali prodotti usare in cucina?

Etica è la percezione e la sensibilità di ciò che la persona sente, quindi la decisione di sperimentare mi è venuta molte volte.

Qual è la richiesta più assurda che ha mai ricevuto da un cliente?

Nel nostro ristorante accettiamo gli amici a 4 zampe dei nostri clienti…un giorno ci è stato chiesto di cuocere un filetto media cottura per il cane.

Cosa rimpiange degli anni in cui iniziò a cucinare rispetto all’odierna evoluzione della ristorazione?

La semplicità. Io raccomando sempre ai miei ragazzi di cucina: bisogna tornare indietro per andare avanti!

In che modo è mutato, se è mutato, il suo approccio alla cucina con il passare   degli anni?

E’ cambiato il modo di mangiare; i giovani non hanno più la cultura di mangiare le cose “povere”

La sua cantina è una delle più rinomate in Italia, ci racconta un aneddoto con qualche cliente o qualche produttore, che ha vissuto in prima persona?

A seguito di una degustazione con diversi produttori delle Langhe che hanno portato i loro vini dalla cantina con oltre 10 anni di invecchiamento, questi stessi vini sono stati affinati in barrique nella nostra cantina per altri 10 anni…il vino ottenuto (tutto Nebbiolo, Barolo e Barbaresco) è stato poi imbottigliato in Magnum e bevuto tutti insieme durante una grande festa!

Il viaggio ideale, per lei, è una serena scampagnata di giornata, un “citybreak” del week-end oppure piuttosto una bella vacanza esotica?

Il viaggio ideale per me è un “citybreak” nel week-end.

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