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Destinazione Roma-Termini: tappa gourmet fra i binari!

Scritto da
La Redazione
, Il
04/07/2018
Tag 
Oliver Glowig; La Tavola
il Vino e la Dispensa; Mercato Centrale

All’interno del Mercato Centrale, vincendo le tentazioni gastronomiche dei banchi traboccanti di leccornie, siamo saliti al ristorante di Oliver Glowig, dove il cuoco – tedesco d’origine, ma italiano d’adozione e soprattutto di cucina – delizia viaggiatori e non solo.

Si mangia fra trolley e biglietti ferroviari alla mano, ma non tutti sono qui di passaggio. Anzi, fra tante persone indaffarate che partono e altre che arrivano, vi accorgerete che per alcuni la principale stazione ferroviaria romana è diventata la meta di un viaggio gastronomico. E’ qui infatti, più precisamente lungo via Giolitti che costeggia Termini, che si trova uno dei più interessanti e originali ristoranti capitolini, “La Tavola, il Vino e la Dispensa”. Per arrivarci i mezzi pubblici offrono l’imbarazzo della scelta: il treno, ovviamente, ma se siete già in città molti autobus e la metropolitana sostano nei pressi, meglio quindi lasciare la macchina e i pensieri di parcheggio a casa. La destinazione è il Mercato Centrale, una galleria dove si celebra l’eccellenza del cibo popolare e di strada (ma non solo), dai panini gourmet alla pizza, dal fritto al gelato, oltre a qualche proposta più esotica e tanto altro. Tuttavia, se desiderate una forma di ristorazione più classica, è alla Tavola che suggeriamo di sedervi, sospesi su un pavimento trasparente, a mezz’altezza su questo grande hangar del cibo, o food-hall, come si usa dire oggi.

In cucina (a vista sulla sala, qui tutto sembra giocare sulla trasparenza) c’è un nome noto ai gourmet italiani, Oliver Glowig, un cuoco tedesco che ha fatto fortuna in Italia, ma a cui anche la nostra cucina deve parte del suo odierno successo. Oliver infatti è tutt’altro che alle prime armi, nel suo curriculum ci sono ben due stelle ottenute prima a Capri e poi a Roma. Chiuse queste esperienze in ristoranti d’albergo, per il cuoco il treno si è fermato a Termini, dove ha riaperto le valigie sfoderando un bagaglio di conoscenze, ricette e prodotti di grande rispetto, un curriculum di piatti che, per chi lo conosce, sono diventati dei grandi classici.

Abbandonato lo sfarzo degli alberghi in cui ha lavorato sino ad oggi, la bella notizia è che anche i prezzi si sono adeguati alla nuova dimensione del Mercato Centrale, che se peraltro non sarà lussuosa, è di certo caratteristico (per un primo, un secondo e un dolce si spende intorno ai 45 euro). La pasta e patate con provola affumicata è arricchita di gamberi, mentre la coda di bue viene disossata e diventa croccante. L’avrete capito: dalle eliche cacio e pepe (con ricci di mare) alle alici alla colatura con puntarelle e ricotta di bufala, passando per l’agnello a scottadito e il babà al limone, la cucina spesso celebra i grandi classici laziali e campani. Su tutti però, c’è un piatto che è rimasto nel cuore di chi segue il cuoco da anni. Parliamo dei ravioli ripieni di caciotta e maggiorana in salsa di pomodorini, ricordo caprese che Oliver non ha mai abbandonato dai tempi in cui cucinava sull’isola.

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