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Frigoriferi Milanesi: una cucina appassionata

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
11/02/2019
Tag 
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L’estro culinario rientra nelle arti applicate? Nel dubbio La Cucina Dei Frigoriferi Milanesi - Bib Gourmand de la guida MICHELIN “nell’intrigante location” di Via Piranesi -  propone il suo particolare dialogo tra storia, cibo e cultura come fulcro filosofico di ambiente, proposte e concetti.

Il ristorante segue dunque la modernità di contenuti suggeriti dal complesso industriale riconvertito a spazio polifunzionale in cui si alternano festival letterari, mostre  fotografiche, proiezioni d’autore, retrospettive, percorsi di arte contemporanea e colloqui con artisti, esperti e scrittori su attualità e  futuro. Un costante fermento d’idee e nozioni che La Cucina Dei Frigoriferi esprime attraverso la carta “destrutturata” dove i piatti del menu non seguono il classico avvicendarsi di antipasti, primi e secondi, ma “possono essere accostati secondo l’estro del momento”. Ed oltre al concept, le note degli ispettori MICHELIN sottolineano la bontà di piatti come l’ossobuco con gremolada ed il risotto croccante abbinato a carciofi, calamari arrostiti ed intingolo di erbe al limone.

Esempi di tradizione, ricerca e slanci creativi; come nel design minimalista dal feeling internazionale contrapposto a solide fondamenta gastronomiche posate su stagionalità, agricolture “slow” ed ingredienti di prima scelta da mare, pianura, montagne e fiumi. Dunque i panorami del Bib Gourmand – simbolo della guida rossa ad enfatizzare l’ottimo rapporto qualità/prezzo del locale – spaziano dal baccalà mantecato con zucca arrostita e cipolla di Tropea ai ravioli di trota con radicchio tardivo passando per l’audace lingua arrostita con lumache e purea di carote al cardamomo. Un viaggio appassionato e inusuale per apprezzare Presidi Slow Food ed i migliori ingredienti italiani tra accenti cosmopoliti e avanguardia. Magari dopo aver seguito una delle tante rassegne artistico-culturali del Palazzo Dei Frigoriferi. Edificio nato nel 1889 come magazzini refrigeranti e fabbrica del ghiaccio (all’epoca uno dei più grandi d’Europa) e poi affiancato, nel 1923, dall’architettura liberty del Palazzo del Ghiaccio con la sua pista da pattinaggio da 1800 metri quadrati. Nel nuovo millennio l’accurata opera di riqualificazione ha trasformato il complesso in un mirabile esempio di aggregazione culturale e polo per iniziative e riflessioni legate ad arte, filosofia, ambiente e alimentazione. Temi raccontati anche dal pensiero culinario de La Cucina Dei Frigoriferi Milanesi.

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