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Gargano Gourmet; da Porta di Basso a il Capriccio

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
07/09/2018
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Collegati da una strada costiera immersa nella natura Il Capriccio e Porta di Basso – Bib Gourmand di Vieste e Piatto de la guida MICHELIN a Peschici – sono due ottimi indirizzi nel Parco Nazionale del Gargano; splendida sub-regione abbracciata dal mare Adriatico nota come lo “sperone d’Italia”.

Zona da scoprire a ritmi atletici o vacanzieri percorrendo sentieri e curve della statale 89 lungo panorami di faraglioni, scogliere a picco, dune, macchia Mediterranea e calette.  Partendo da Peschici – località balneare con il privilegio di alba e tramonti –  i bagni più belli sono a Scialmarino, Sfinale e nella vicina spiaggia di Zaiana. A fine giornata, per un tuffo nel passato ammirando orizzonti blu e cieli dai riflessi rosati la guida rossa consiglia di prenotare un tavolo a strapiombo sul mare a Porta di Basso; indirizzo nella parte più alta della città vecchia rinomato per la “meritoria ricerca dei prodotti del Gargano; di terra e di mare dagli ottimi risultati”. Dal grande pane - pilastro della dieta locale - passando per legumi, frutti di mare ed ingredienti meno sfruttati come la salicornia abbinata alla zuppa di fave con seppia scottata. Riuscito aggiornamento della tradizione come per i tubetti alla spuma di ricci e gambero rosso ed il polpo in tempura di grano arso con lenticchie, limone candito e sedano dolce.

Spostandosi venti chilometri a sud inventiva e qualità appartengono a Il Capriccio: “Bib Gourmand” con tavoli sul pontile del porto turistico di Vieste definito dagli ispettori MICHELIN “tappa irrinunciabile per chi è alla ricerca dei migliori ristoranti del Gargano”. Attestato di stima conquistato da piatti che esaltano pesce, verdure e sapori della memoria quali riso patate e cozze con caviale di zucchina e zafferano, spaghetti al latte di mandorla ricci di mare e caffè, dentice cotto in foglia di limone femminello su crema di bietolina di campo e tenerumi croccanti. Altrettanta attenzione e ricerca è rivolta a orti, pascoli ed eccellenza dell’entroterra a conferma di una passione a trecentosessanta gradi nei confronti di eredità gastronomiche con radici dalla transumanza alla pesca. 

 

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