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Magorabin: a cena dal “mago” di Torino

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
12/03/2018

Nell’esoterica Torino le magie culinarie di Marcello Trentini – chef del ristorante una stella MICHELIN Magorabin – continuano ad aggiungere inventiva, fermento e fantasia alla scena gastronomica di una città sicuramente conservatrice e a tratti introspettiva.

“Nell’universo del mago” invece – per citare la definizione degli ispettori MICHELIN – la costante evoluzione dello chef e quindi del locale di Corso San Maurizio trovano espressione in piatti che riescono a coniugare, senza sforzo apparente, echi della tradizione piemontese con ingredienti locali ed internazionali grazie all’equilibrata e rara combinazione tra audacia, sensibilità, cultura gastronomica e tecniche sopraffine. Quattro elementi distintivi per un’elegante carta sui generis che include raffinate ed originali proposte come scampi, testina e datterini, Capanegra, tortelli di crostacei e yuzu, riso pepe e gelato di cipolla, spaghetto pane burro e acciughe, agnolotti di coda e dashi di Grana Padano, astice verza e lemongrass, spigola carciofi a bagna caoda, agnello nocciole e clorofilla, asparagi caviale e cioccolato bianco.

Proprio come gli accostamenti del menu, filosofia, impostazione ed estetica minimal dello stellato Magorabin – uomo nero o spauracchio in dialetto piemontese – rispecchiano esperienze passate, sensibilità, attenzione ai dettagli, visioni e attitudine al rischio di Trentini. Chef torinese classe 1971 amante dei viaggi e delle filosofie rastafariane dell’India, che ha studiato cinema e belle arti ed è finito ai fornelli quasi per caso. Una volta individuata la sua vocazione però la costante necessità di scoperta, sperimentazioni e la voglia di mettersi in gioco hanno proiettato il “mago” autodidatta nell’olimpo della ristorazione per inventiva, esecuzioni, ruoli ricoperti e qualità complessiva dell’esperienza e delle idee. Idee in continuo divenire che Trentini trasmette sia attraverso il cibo nel suo ristorante a pochi passi dalla Mole Antonelliana che nel ruolo di docente dove oltre all’importanza di sacrifici e dedizione, spiega ai suoi allievi come alla base del successo c’è innanzitutto sacrificio e che la tecnica non deve mai prescindere dalle emozioni.    

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