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Naskira: sosta gourmet dello Chalet Il Capricorno

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
09/06/2017

Naskira è il ristorante dello Chalet Il Capricono: elegante struttura di Sauze d’Oulx risalente al 1966 con una passione per astri e corpi celesti e panorami dall’alta Val di Susa alle cime innevate delle Alpi Cozie.

Inserito tra gli indirizzi di riferimento della “Via Lattea” piemontese dalla guida MICHELIN, la visita a Il Capricorno è un poetico affresco d’ospitalità d’altri tempi a 1800 metri di quota con dieci camere, arredi artigianali, legno come materiale d’elezione ed un servizio particolarmente attento e cortese. Circondato dalle piste da sci in inverno (periodo in cui l’albergo è raggiungibile solo in motoslitta ndr), splendide passeggiate da primavera ad inizio autunno attraverso boschi centenari, fiori d’alta quota e profumi alpini, l’affascinante indirizzo accoglie l’ospite con un mix di sobrietà, calore e raffinatezza. Viatico di esperienze piuttosto uniche e sicuramente riposanti per il corpo e lo spirito, sia l’hotel che il ristorante sono amati da sportivi, coppie in cerca di benessere e anime solitarie in egual misura. Lo Chalet il Capricorno è, infatti, ritrovo e occasione di scoperta per buongustai e gourmand, la cucina del Naskira – nome tributo alla stella bianca più luminosa nella costellazione del Capricorno e situata a 139 anni luce dalla terra – è garanzia di soddisfazione e qualità come indicato  dal simbolo del piatto nella guida rossa. Il menu è legato a doppio filo con il territorio e le sue tradizioni; la ricerca della tipicità un punto fermo sottolineato dall’ampio utilizzo di prodotti e ricette tradizionali quali tajarin, ravioli del plin, arrosti.

Nel contempo, interessanti ed equilibrate rivisitazioni come la fonduta di Casa Savoia in barattolo preparata con toma di Lanzo, uova di quaglia, tartufo bianco e acciughe sotto sale  vivacizzano i classici di matrice piemontese trasformando la cena in un’esperienza più “gourmet e ricercata”.  La scelta di utilizzare ingredienti rigorosamente stagionali, carni della zona e formaggi da piccoli produttori locali, enfatizza infine l’inscindibile legame con un terra dalle influenze transalpine e sabaude tra valli, pinete, aria rarefatta ed imponenti montagne di confine.    

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