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Onirico Borgo San Felice

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
05/06/2017

L’esperienza Borgo San Felice – uno degli indirizzi con più fascino e charme della Guida MICHELIN - è meglio descritta dai superlativi. Costruito s’un colle a partire dal XIII secolo e completamente restaurato nel 1991, l’hotel a cinque stelle sorge in posizione idilliaca per panorami, natura e prossimità con gli infiniti tesori artistici e architettonici della Toscana.

Situato a quindici chilometri da Siena in località Castelnuovo Berardenga,  Borgo San Felice  ha l’indiscutibile pregio di essere rimasto sostanzialmente immutato nel tempo ed è uno dei luoghi più caratteristici del Chianti Classico.

Parte della collezione Relais&Chateuax e circondata da 147 ettari di vigneti la struttura è, anche e soprattutto un romantico ensemble di piazze, vicoli, cappelle, palazzi medioevali e case in pietra con tabernacoli e la preziosa pieve romanica. Un’oasi di quiete, storia ed innata eleganza legata a doppio filo con il territorio in cui ritrovare serenità e pace interiore. Le notti, avvolti dai dolci suoni di una campagna famosa in tutto il mondo, scorrono via soavi  in camere e suite scandite dal connubio tra lusso, autenticità e confort mentre nel moderno centro benessere “i benefici del vino – scrive la guida rossa – si estendono al corpo attraverso trattamenti per la pelle”.

Alla già estesa ed eccellente lista di motivi per prenotare subito un soggiorno presso Borgo San Felice - o quantomeno visitare la sublime proprietà -  si aggiunge il Poggio Rosso; piatto della guida MICHELIN e destinazione gourmet all’interno del rinomato albergo. Il nome del ristorante – che utilizza materie prime di provenienza locale scrupolosamente selezionate – proviene da una delle etichette più famose dell’Agricola San Felice e la cucina riflette la dicotomia tra antico e moderno proposta dall’hotel. La filosofia dello chef è infatti quella di personalizzare e attualizzare piatti tipici e prodotti regionali valorizzandone sapori, estetica e provenienza. Dunque il percorso culinario può iniziare con il flan di cipolle di Certaldo, crema di fegato grasso, funghi spadellati, aria di mirtilli e pinoli tostati oppure con il Ringo; cioè un biscotto alla paprika farcito con mousse di quaglia e bavarese di peperoni su letto di cipolle alla piastra. Tra i primi spiccano i cannelloncini di pasta al prezzemolo farciti di carni bianche e capocollo, cappasanta cruda e liquirizia e gli gnocchetti allo zafferano e ragù di trippa con peperoncini friggitelli. Da non perdere anche il piccione alle erbe dell’orto con purea di patate montato all’olio extra vergine DOP San Felice e il maialino da latte confit, salsa di mele e acciughe.

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