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Torino e Piemonte alla riscossa: arte, avanguardia e collezionisti di stelle

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
17/12/2018
Tag 
torino stelle michelin
guida michelin 2019
cannavacciuolo bistrot
locanda sant’uffizio
carignano
spazio 7

Il rarefatto richiamo dell’arte e le codifiche culinarie dei collezionisti di stelle. L’avanguardia gastronomica piemontese trova nuova linfa attualizzando tradizioni e retaggi culturali del luogo con cinque new-entry stellate MICHELIN; di cui tre a Torino e due alla scuola Cannavacciuolo per il Bistrot nel capoluogo ed il Cafè-Bistrot di Novara seguiti rispettivamente dagli chef Nicola Somma e Vincenzo Manicone.

Ad illuminare la provincia ci pensa anche l’uomo con più stelle MICHELIN (sei!!) d’Italia Enrico Bartolini grazie all’affermazione della storica Locanda del Sant’Uffizio di Penango supervisionata da Gabriele Boffa: «Enrico mi ha dato tutti gli strumenti perche tutto giri nella maniera corretta ed insegnato come l’unica direzione possibile nella sostenibilità alimentare sia legata a prodotti freschi, tipici e stagionali. Per questo credo sia meglio cercare l’ispirazione al mercato piuttosto che su Instagram».

Secondo Alessandro Mecca - chef del ristorante Spazio 7 nella Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a sottolineare il forte legame tra cucina ed arte contemporanea nella città della Mole – l’ispirazione è la principale ragione evolutiva di un movimento che nella guida rossa 2019 ha raggiunto il suo apice creativo con sette risorse stellate, ha molto a che fare con i maestri dei ristoranti Combal. Zero e Del Cambio: «Noi chef torinesi siamo cresciuti nel mito di Scabin – un vero visionario -  poi è arrivato Matteo Baronetto e negli ultimi cinque anni l’alta ristorazione è continuata a progredire. Inoltre Torino è attenta e aperta alle novità; nel nostro caso, essendo in un museo, la clientela è molta attenta alle proposte vegetariane».

«Da torinese patriottico questo è un  grandissimo traguardo  – puntualizza il trentaduenne Marco Migliori del ristorante Carignano – ma secondo me il ruolo della comunicazione non va assolutamente sottovalutato; oggi è più facile apprendere tecniche, informarsi e sapere cosa fanno gli altri senza muoversi. Io però consiglio a chi può di girare il mondo; infatti i punti fermi della mia cucina restano tradizione e innovazione alle quali aggiungo un twist dei miei undici anni di viaggi. Ah, un’ultima cosa; questa stella è anche di Fabrizio Tesse».

Le nuove stelle del sud della guida 2019 in questo articolo.

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