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Il Cilento della dieta mediterranea

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
24/04/2017

Mare, alture, ulivi e dieta mediterranea. E poi Bib-Gourmand, villaggi arroccati, antiche ricette a base di “alici di menaica” e notti in eleganti dimore storiche con vista Tirreno. Ecco il Cilento raccontato da Ancel Keys; nutrizionista americano che nel paesino marinaro di Pioppi trovò una correlazione tra le abitudini alimentari degli abitanti e la loro longevità.

Uno dei tanti itinerari per scoprire questo territorio dolce, ospitale, ancora rimosso dal turismo di massa e ricco di prodotti sani e squisiti, può iniziare dal borgo di Pisciotta e concludersi a Vallo della Lucania nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Tra le tante locande dislocate tra costa e colline, uno degli indirizzi più affascinanti in cui dormire è l’Hotel Marulivo ricavato all’interno di un convento trecentesco nel centro di Pisciotta. Alcuni noteranno come arredi e atmosfere riportino a Le Sirenuse di Positano (rispetto alla Costiera Amalfitana a prezzi più abbordabili ndr) mentre la suggestiva terrazza è il luogo ideale in cui iniziare la giornata con una bella colazione a base di lievitati e frutta fresca e per osservare il sole inabissarsi nel blu. Inoltre, nelle serate di mare calmo tra Aprile e Luglio, una manciata di puntini luminosi nel mare dipingono un poetico affresco dell’antichissima tecnica di pesca delle “alici di menaica” che in pratica, sopravvive solo a Marina di Pisciotta grazie a non più di dieci pescatori. La rete a maglie strette cattura solo le alici più grandi che intrappolate perdono velocemente il sangue e vengono lavorate immediatamente per poi essere disposte in vasetti di terracotta alternate a strati di sale. Le “alici di menaica”, Presidio Slow Food, hanno una carne chiara e delicata e sono l’ingrediente principe dell’accogliente ristorante Angiolina a Marina di Pisciotta che le propone in’insalata, sugli spaghetti, “inchiappate” (farcite con formaggio caprino ndr), “ammollicate” e nel cauraro.

Altro prodotto cilentano da non perdere è la mozzarella cò a mortedda da latte di vacche podoliche e avvolta in rametti di mirto. Una tecnica nata con la necessità di trovare al formaggio a pasta bianca un imballaggio robusto per prolungarne la conservazione e divenuta un’eccellenza gastronomica locale. Definizione che ben descrive la cucina de La Chioccia d’Oro; Bib-Gourmand della guida MICHELIN a Vallo della Lucania dove assaggiare un’indimenticabile caciocavallo podolico, paccheri ripieni di provolone e melanzane cotti al forno, coniglio disossato e meringata soffice al limone.

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