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In principio fu il viaggio

Scritto da
La Redazione
, Il
04/12/2017

Il viaggio: “diversivo, distrazione, fantasia, cambiamento di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo” scriveva  Bruce Chatwin, il più leggendario fra gli scrittori di viaggio del Novecento.

La valenza positiva dello spostamento era già nota ai nostri antenati, quando per procurarsi il cibo si trasformarono da stanziali a nomadi. Nel corso dei secoli, il viaggio non ha perso il suo appeal sull’uomo e da necessità per la sopravvivenza divenne afflato di  conoscenza ed evasione. Basti pensare ad alcuni capolavori del passato che già fanno capolino fin dalla nostra più tenera età; per non parlare dei classici sull‘argomento come “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne o “Il Milione” di Marco Polo. Ebbene sì, il viaggio fa parte del nostro DNA  che - poi - la società moderna tende ad etichettare con definizioni tratte dal mondo anglosassone, business, leisure, incentive … Una, però, più di altre è intimamente sentita da noi italiani e ci appartiene, il viaggio “enogastronomico”: ovvero quel moto interiore che ci spinge ad abbandonare – anche solo il tempo di una cena - le rassicuranti abitudini quotidiane per andare alla scoperta dei poliedrici sapori e della biodiversità che caratterizza il nostro Bel Paese.

Buona visione!

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