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Sicilia barocca estetismi, Bib Gourmand e presidi “slow”

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
07/06/2017

Noto e Modica, mandorle e cioccolata, architettura barocca e Bib Gourmand. Abbinamenti indimenticabili dalla Sicilia del sud: terra unica al mondo dove bellezza, luce, calore, archeologia e tradizioni millenarie convivono in armonica simbiosi.

Modica, come tante altre località del’isola, è uno scrigno delle meraviglie e la sua cioccolata di probabile origine azteca. Furono gli spagnoli di ritorno dal Messico infatti, a introdurre nel XVI secolo nella contea di Modica la particolare lavorazione “a freddo” del cacao. Il prodotto finito è una cioccolata scura, friabile e granulosa. I ben due centri storici della cittadina, dominata dal castello ed avvolta da un altipiano brullo solcato dai canyon, sono invece Patrimonio Unesco. Barocco in tutto il suo splendore e dimore storiche di gran fascino. Una di queste è l’Hotel Palazzo Failla - dove le camere al primo piano sono arredate con mobili antichi - per dormire come nel settecento: abbracciati dall’aristocrazia della Modica alta. A due passi dal Duomo e da tutti i beni culturali incastonati tra salite, discese, scalinate e dislivelli per un insieme di rara piacevolezza visiva.

Parlando di piaceri, bere una granita di mandorle seduti sulla Piazza del Municipio di Noto è altrettanto speciale. Raccolte tra luglio e agosto, le mandorle di Noto sono un Presidio Slow Food e la varietà “romana”  è quella con i frutti migliori dal punto di vista organolettico. La grande tradizione siciliana dei dolci di mandorle è, invece legata, a doppio filo con gli Arabi che scoprirono come lavorare la frutta secca tritata con miele e albume d’uovo. Per una cucina salata che lascia il segno invece, l’indirizzo da non perdere è il Bib Gourmand Crocifisso nella parte alta di Noto che reinterpreta, per citare la guida MICHELIN, “le tradizioni di terra e mare con leggerezza e attualità”. Tra i piatti che hanno reso famoso il locale spaghetti alla palermitana e tonno in crosta di pistacchi. Finito il pasto, si può passeggiare tra palazzi, porte e architetture religiose della “capitale del barocco siciliano” costruite con una pietra dai riflessi dorati e rosati, oppure salire in macchina e visitare la Val di Noto, Avola ed i tanti reperti archeologici attorno al comune come Eloro, Colonna Pizzuta, Villa del Tellero e la Noto antica.    

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