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Venezia e le sue Maschere

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
24/02/2017

Ombre, canali e maschere come lampi di colore tra le nebbie. Suggestioni e misteri del Carnevale di Venezia. Drammaturgia e celebrazione dell’anonimato sin dal 1296 e uno dei periodi dell’anno più spettacolari (e caotici) per visitare la Serenissima dove lussuose istituzioni come le proprietà Locanda Cipriani e il Grancaffè Quadri – una stella Michelin – sono garanzia di ospitalità eccellente anche nei periodi di altissima affluenza.

Il Grancaffè Quadri di Piazza San Marco è una delle location più scenografiche da cui osservare maschere e costumi con le note di sinfonie classica sullo sfondo, sorge all’interno di uno dei palazzi più fotografati di Venezia. La regia di Massimiliano Alajmo assicura precisione e creatività elevando prodotti e ricette della laguna ad opere d’arte culinarie. La Guida Michelin suggerisce di provare gli spaghetti con “busara” di moeche e la cassata veneziana mentre tra le novità dell’edizione 2017, nell’adiacente sestiere Castello, c’è il ristorante Local; contesto contemporaneo per una cucina regionale e fantasiosa accompagnata da una buona selezione di vini naturali e artigianali. Concluso il pasto, l’Arsenale, la Scuola di San Giorgio agli Schiavoni con il ciclo pittorico del Carpaccio e i Giardini della Biennale sono alcune delle attrazioni a pochi minuti di cammino dal nuovo indirizzo della guida rossa.

Essendo però il Carnevale di Venezia anche e soprattutto sinonimo di baldoria e mondanità, il modo più divertente per terminare la serata è in uno dei tanti sontuosi balli in maschera nei piani nobili dei palazzi sul Canal Grande. Al termine dei quali -  e dopo aver percorso molti chilometri a piedi tra calli, campi e ponti – la felicità è dormire in oasi di quieta e silenzio. Tra gli indirizzi più romantici spicca Ca’ Maria Adele; vista sulla Chiesa della Salute per un’affascinante dimora in stile veneziano con “camere calde e di grande charme”. Dai pontili davanti al Palazzo Ducale parte invece lo shuttle privato verso il Belmond Hotel Cipriani alla Giudecca (visitate il vicino Palazzo Tre Oci e l’Isola di San Giorgio con la basilica progettata da Palladio ndr) ed i suoi ristoranti Cip’s Club e lo stellato Oro. Per chi invece cerca atmosfere d’altri tempi, fascino e storia, la Locanda Cipriani nell’isola di Torcello (raggiungibile in vaporetto o taxi ndr) è da sempre sinonimo di classe e tradizione; sia per la cucina che per le poche ed intime camere “volutamente e piacevolmente retrò”.  

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