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Venezia: la Biennale mondana e gli indirizzi della guida MICHELIN

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
06/10/2017

Fiera delle vanità artistiche, ritratto di contesti sociali dal mondo e manifestazione di fama internazionale ad alto tasso di mondanità, la Biennale di Venezia – giunta alla 57esima edizione – è un ottimo pretesto per vivere una “Serenissima” particolarmente effervescente: sempre con la guida MICHELIN sotto braccio in modo da andare sul sicuro quando è ora di sedersi a tavola e scegliere l’alloggio ideale prima di mettersi in viaggio.

Partendo dal dove dormire in tempi di Biennale, il soggiorno all’insegna di situazioni “lounge”, feste e atmosfere glamour – sempre accompagnati da quell’inimitabile connubio tra oriente e occidente che contraddistingue Venezia e le sue miracolose architetture -  “è negli ambienti di strabiliante raffinatezza” del Metropole Hotel. Un lussuoso cinque stelle a Riva degli Schiavoni dove oltre alla rilassante corte-giardino con palme, arance, gelsomini, il servizio impeccabile e le inebrianti fragranze negli spazi comuni, il ristorante Met – una stella Michelin – è sinonimo di fantasia e avanguardia (inoltre, recentemente rinnovato ndr). La cucina firmata da Luca Veritti - chef con prestigiosi trascorsi dalla famiglia Cerea e Gualtiero Marchesi - alterna classici regionali e le rispettive rivisitazioni in chiave creativa con la qualità delle materie prime come costante. Tra i piatti dell’invitante menu, gli ispettori della guida rossa segnalano ravioli di quaglia, nocciole e coriandolo e l’omaggio all’arte: un dolce sorprendente.

Come sorprendente è il romantico mix tra antico e moderno proposto da Palazzina G, boutique hotel di design arredato da Philippe Starck nei pressi di San Marco mentre per un esperienza gastronomica legata a doppio filo con le tradizioni lagunari (tagliolini fatti in casa con la granseola, fritto misto di moeche e verdure ndr) e fedele al genere di trattoria da oltre un secolo, l’indirizzo da non perdere è le Antiche Carampane nel sestiere San Polo con le sue intime sale con mosaici di specchi, cornici, quadri e foto alle pareti ed i famosi spaghetti Cassopipa a base di molluschi e spezie: squisita ricetta che riporta alla storia del commercio veneziano.

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