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Viaggio a Nord-est nelle nuove stelle MICHELIN 2019

Scritto da
Matteo Morichini
, Il
11/01/2019
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astra stella michelin
al degusto
12 apostoli

Rotta a nord est; tra nuclei d’arte, colline e Dolomiti con le nuove stelle MICHELIN 2019 come fil rouge di un inedito viaggio gastronomico; tema centrale nella formazione dei protagonisti nelle sei tappe dai confini dell’Istria al sud Tirolo che celebra il primo stellato di Bolzano grazie all’affermazione del ristorante In Viaggio del «sardo-atesino” Claudio Melis.

Una vita in movimento, origini nella Barbagia di Nuoro per una cucina «personale, moderna e ricca d’influenze altrimenti il nome non avrebbe molto senso – sorride lo chef di formazione classica e itinerante, il quale riconosce alla regione d’adozione «una ricerca incessante della qualità» che si riflette in molti aspetti della vita e nel livello della ristorazione.

Il racconto di Melis s’incrocia con quello del suo ex “secondo” Giovani D’Alitta: «Mi ha fatto capire il senso del prodotto e della passione» spiega il trentaquattrenne lucano che ha riportato la stella allo Stube Hermitage di Madonna di Campiglio: «Risultato di un duro lavoro e di piatti impostati su semplicità e prodotti della montagna con qualche rivisitazione tecnica».

Lo stile di Gregor Eschgfaeller dell’Astra invece «è fare quello che mi viene in mente e cambiare il menù ogni quaranta giorni» precisa felice lo chef under trenta già forte di esperienze a Villa Feltrinelli, Il Pellicano, Salisburgo e Inghilterra e patron del panoramico indirizzo di Collepietra; nuova tappa stellata del Trentino Alto Adige in Val d’Ega sede dell’osservatorio astronomico.

Sconfinando in Veneto, Verona applaude il “ritorno in grande stile” dei 12 Apostoli. Storica insegna tra affreschi e suggestioni scaligere guidata dallo chef Mauro Buffo al seguito d’illustri trascorsi da Marchesi, Alajmo e Adrià: «Un traguardo inaspettato e soprattutto bello perché la MICHELIN è il vettore di dove sta andando la ristorazione».  Il viaggio è fonte d’ispirazione anche nella vicina San Bonifacio con la cucina del ventottenne Matteo Grandi ad esprimere la somma di esperienze tra Shanghai, Kuwait e Idarabad «in cui ho trovato un maestro francese che mi aperto nuovi mondi». Al Degusto si lavora con la natura e sottraendo grassi, zuccheri e sale: «Piatti classici ma alleggeriti, tante verdure ed un’identità ben definita». Da non pubblicizzare necessariamente su “Insta”: «L’attenzione mediatica aiuta il movimento, ma le foto sui social offuscano la mente e finiamo per copiarci tutti a vicenda».

L’itinerario tra i nuovi stellati delle regioni del Nord-est si conclude all’Harry’s Piccolo – emanazione per arredi e stile di un celebre locale veneziano - dello chef Alessandro Buffa: «Un riconoscimento che speriamo possa dare veramente tanto a Trieste fungendo da traino per la passione dei ristoratori e verso l’apertura nei confronti di nuove contaminazioni». Di viaggio e di pensiero.

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